 |
|
Veronesi (Archivio Rcs)
|
Le grandi industrie chimiche multinazionali hanno un nuovo prodotto da diffondere sul mercato: gli OGM. Hanno bisogno di qualcuno che li pubblicizzi e che rassicuri la gente sull'assoluta sicurezza che offrono gli OGM.
Veronesi (il famoso oncologo, ex ministro della salute) si fa promotore
di una campagna pro-OGM sostenendo l'assoluta necessità di passare a
tali coltivazioni per risolvere alcuni problemi che altrimenti non
troverebbero soluzione.
Sostenere che
la polenta è più cancerogena dell'inquinamento credo sia quasi uno slogan pubblicitario, un modo per attirare la gente con una frase forte, senza analizzare tutti i veri rischi ai quali si andrebbe in contro attuando la manipolazione genetica degli alimenti. E soprattutto senza considerare tutti i rischi legati all'inquinamento di particelle pm 2,5 (vedi
nanopatologie ) che non vengono neanche rilevate in quanto gli attuali strumenti di misura rilevano solo particelle pm10 di gran lunga più grandi.
Fin dalla notte dei tempi l'uomo ha cercato di migliorare le varie specie animali e vegetali con lo scopo di ottenere il miglior prodotto dal punto di vista del rendimento, della conservazione e nell'intento di ottenere un miglior gusto. Queste manipolazioni sono sempre avvenute secondo le leggi che ci concede la natura: ad esempio è improbabile che un bassotto si accoppi con un alano ma in condizioni di cattività potrebbe anche avvenire. Ma mai si è cercato di modificare la sequenza genetica degli alimenti. Un OGM è una creazione artificiale che unisce geni animali e vegetali, ad esempio inserendo nel dna di un pomodoro il gene di un merluzzo. Quindi la differenza è sostanziale! Naturalmente mettendo un alano vicino ad un bassotto potrebbe avvenire l'accoppiamento, ma mettendo un pomodoro vicino ad un merluzzo non succederebbe assolutamente niente. Quindi ala luce di questo ragionamento non ha nessun senso l'affermazione di veronesi: «
L’uomo ha sempre modificato ed incrociato le piante, gli OGM non sono una novità». Se poi con questa frase intendeva riferirsi al grano creso, credo che non sia possibile fare il paragone in quanto questa specie di grano duro, attualmente utilizzato in italia per il 90% delle coltivazioni, è già un primo passo verso la modifica innaturale degli alimenti in quanto irradiato con raggi gamma provenienti da scorie di reattori nucleari. (
per saperne di più ,
altre informazioni su grano creso e celiachia ).
Un altro aspetto riguarda la produzione di semi OGM. Da sempre l'uomo ha tramandato le specie vegetali che è riuscito a selezionare ereditando i semi di generazione in generazione. Questa operazione è a costo zero ed è molto redditizia, basta sacrificare una piccola parte del raccolto di quest'anno per assicurarsi il raccolto dell'anno successivo. Il
Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 9 maggio 2001 rende impossibile la cessione anche gratuita di semi non registrati; mentre il trattato UPOV91 (l'
UPOV è un'organizzazione intergovernativa, con sede a Ginevra, fondata nel 1961 in occasione della Convenzione Internazionale di Parigi per la protezione delle nuove varietà di piante) va contro il diritto di risemina dell'agricoltore, cioè la possibilità dell'azienda agricola di riseminare, utilizzando semi del raccolto precedente. Da questo obbligo sono esclusi gli agricoltori che non coltivano cereali su una superficie maggiore di quella necessaria per produrre 92 tonn. di cereali, tutti gli atri devono pagare i diritti alla ditta produttrice dei semi.
Tutto questo sta spianando la strada all'egemonia delle grandi multinazionali della chimica.
Anche perchè, con l'introduzione in coltivazione delle varietà OGM si apre il rischio della impollinazione spontanea da parte di queste sulle varietà contadine che a quel punto, ibridandosi con le varietà OGM che sono brevettate, diventerebbero automaticamente di proprietà della ditta sementiera che detiene il brevetto e quindi i loro semi non potrebbero essere più riseminati.
Nell'intento di indorare la velenosa pillola ci dicono che gli OGM serviranno a ridurre il problema della fame nel mondo, ma come potrebbero quelle nazioni cosiddette povere sobbarcarsi il costo delle sementi che una volta erano gratis? E soprattutto una volta acquistati i semi non saranno libere di riseminarli senza averne pagato i diritti ai proprietari dei brevetti dei semi.
Ritornando su un tema preso in causa da Veronesi è doveroso parlare di aflatossine. Sono delle micotossine prodotte da muffe quali Aspergillus, Penicillium e Fusarium che favorite dall'umidità possono svilupparsi in ognuna delle varie fasi, dalla coltivazione allo stoccaggio nei silos, alla trasformazione fino alla conservazione degli alimenti, soprattutto quelli di origine vegetale. Soprattutto nel mais la contaminazione avviene per mezzo di un insetto, la piralide, che aprendo un varco nelle pannocchie facilita l'infiltrazione di muffe e batteri. Le informazioni sui sintomi da intossicazione da parte dell'uomo sono molto scarse e si trovano ampie descrizioni per i sintomi accusati dagli animali che ingeriscono aflatossine con gli alimenti (vomito, dolori addominali, edema polmonare, convulsioni, coma e morte con edema cerebrale, complicazioni a livello epatico, renale e cardiaco). Purtroppo non ho trovato nessun documento o statistica ufficiale in cui venga menzionato il numero annuale di morti di cancro al fegato dovuti all'ingestione di aflatossine. Gli OGM promettono di essere più resistenti alla piralide, ma non del tutto. Quindi l'inconveniente sarebbe quello di far mutare la piralide in una specie più resistente. Comunque il mais OGM non mette al riparo dalla formazione di aflatossine nella fase di stoccaggio nei silos.
Per ora in Italia non è possibile coltivare OGM a cielo aperto, ma solo in laboratori chiusi e protetti. A pubblicizzarli abbiamo anche Tullio Regge il quale sostiene che la legge italiana deve cedere alla produzione degli OGM, e che si sente discriminato dal fatto di non potere scegliere di mangiare OGM o meno. Il fatto è che non è possibile avere entrambe le coltivazioni, perchè qualora ci sarà la possibilità in Italia di coltivare specie geneticamente modificate non ci sarà più spazio per le specie tradizionali, in quanto l'impollinazione le contaminerà.